header logo
Rodrigo Mora quarto sigillo in campionato (Scatto.Org)
Rodrigo Mora quarto sigillo in campionato (Scatto.Org)

Certe risposte è meglio darle sul campo. E la Roma, dopo la serata indigesta di Manchester, sceglie il modo più convincente: tre gol, porta inviolata, dominio territoriale e una partita sostanzialmente mai in discussione. Certo, il commento deve risentire da un'analisi algebrica altrettanto semplice: vale a dire comprendere dove finiscono i meriti dei giallorossi e capire dove cominciano (i tanti) limiti del Sassuolo. Ma questo è esercizio per sofisti, perché la risposta che l'Olimpico attendeva era tutta racchiusa nella testa dei ragazzi di Gasperini e la risposta c'à stata tutta. Perché questa Roma sa dove e come si vince una partita. E da qualche giorno (speriamo) sa anche cosa non bisogna fare per perderla. E questo, vale più del risultato, che pure serve per portarsi sempre più in alto in classifica, per il morale e per la statistica. Così all'Olimpico finisce 3-0. Il Sassuolo di Aquilani incassa la quinta sconfitta consecutiva e conferma tutti i problemi di una squadra che, soprattutto dietro, sembra avere smarrito il libretto delle istruzioni. La Roma, invece, ritrova se stessa. E non era affatto scontato.

Le scelte dei due tecnici

Gasperini porta in campo il consueto 3-4-2-1, ma con alcune novità importanti. Tra i pali Vásquez, vista l'indisponibilità di Svilar e Gollini. In difesa Balerdi (al posto di Mancini). E poi una buona notizia; il ritorno dal primo minuto di Manu Koné, prezioso per dinamismo, recupero palla e capacità di accompagnare l'azione. Aquilani ha risposto con il 3-5-2, affidandosi a Matic e Thorstvedt in mezzo al campo e alla coppia Esposito-Laurienté davanti. Pesante l'assenza di Berardi.

Hermoso apre la strada, il Sassuolo si smarrisce subito e vorrebbe tornare a casa

L'avvio giallorosso è deciso. La Roma prende immediatamente possesso del campo, aggredisce gli spazi e costringe gli emiliani a rincorrere. Già al 12' Balerdi sfiora il vantaggio di testa, ma Caleta-Car salva sulla linea. È il primo avvertimento di una partita nella quale la retroguardia neroverde avrà parecchio da fare. Al 27' arriva il meritato vantaggio. Hermoso toglie la maglia da difensore centrale e diventa punta aggiunta, scambia con Malen in un triangolo perfetto che fa guadagnare metri e centimetri in un fazzoletto di terra, Malen protegge il movimento del compagno che si sposta il pallone sul sinistro. Lo spagnolo trova il tempo e lo spazio per scaricare il suo mancino sotto la traversa. Una conclusione da centravanti prestato alla difesa, con buona pace di chi pensa che i difensori debbano limitarsi a spazzare. Passano appena tre minuti e al 30' arriva il raddoppio, con una collaborazione nero-verde degna di una partita a flipper. Il tiro di Malen trova prima la deviazione di Idzes, poi quella decisiva di Walukiewicz, che spiazza Muric e deposita praticamente il pallone nella propria porta. A quel punto il Sassuolo, più che all'Olimpico, avrebbe preferito trovarsi in una sala giochi: almeno al flipper le carambole fanno parte del divertimento. Qui, invece, costano gol. La Roma ringrazia, il Sassuolo impreca. Ma sarebbe ingeneroso attribuire tutto alla sfortuna: la pressione giallorossa sta facendo emergere limiti strutturali nella fase difensiva degli ospiti. E poi c'è questo ragazzotto senza capelli che sbraccia, lotta, gli strappano la maglia, cercando di fermarlo in tutti i modi ma che risulta funzionale anche (soprattutto) quando non segna.

Soulé e Mora, siamo al calcio-champagne

Il secondo tempo conferma il copione. Soulé stasera è ingiocabile, Va via con una magia, salta il portiere e anziché tirare in porta un gol praticamene fatto, scarica per Malen che probabilmente non s'aspettava questa giocata. Un po' in controtempo, un po' incartato il pallone rimane lì praticamente a porta vuota. Sono errori che in altre occasioni malediresti perché pensi che possano incidere sull'economia della partita. Ma non stasera. Stasera la Roma è padrona della sua testa e di questo stadio meraviglioso Poco dopo lo stesso Malen impegna Murić. Il Sassuolo non trova contromisure. Fatica a uscire, non riesce a costruire con continuità e lascia alla Roma il controllo delle operazioni. Al 58' arriva il tris. Malen (sempre lui) restituisce un pallone che sa di compasso e precisione a Rodrigo Mora, che tira dritto,taglia la lunetta verso destra e dal limite trova un diagonale preciso e chirurgico. Terza rete consecutiva in campionato per il giovane portoghese, sempre più protagonista. È una giocata che racconta bene le qualità di questa Roma: velocità di pensiero, tecnica negli spazi stretti e capacità di coinvolgere più interpreti nella manovra. Mora merita una menzione particolare. Non soltanto per il gol, ma per la personalità con cui interpreta la partita. Ha talento, fantasia e quella sfrontatezza che nel calcio, quando accompagnata dalla maturità, può diventare una risorsa preziosa. Anche se poi, per onestà va detto, talvolta si perde nei contrasti e in alcune giocate più semplici, ma a questo si rimedia facile.

Il Sassuolo è una difesa in cerca d'autore

Sarebbe facile limitarsi a celebrare la superiorità romanista, ma la prestazione degli emiliani merita una riflessione. Aquilani aveva bisogno di una partita di sostanza, soprattutto per interrompere la serie negativa. Ha trovato invece una squadra fragile, poco aggressiva e incapace di accompagnare la fase difensiva con un adeguato filtro a centrocampo. I numeri sono impietosi: 65% di possesso per la Roma, 25 conclusioni contro appena 6, dieci tiri nello specchio contro uno. Anche gli expected goals, 2,38 a 0,26, fotografano una superiorità netta. Laurienté, che avrebbe dovuto rappresentare una delle principali armi offensive, è rimasto sostanzialmente ai margini. Esposito ha provato a dare battaglia, ma troppo spesso è rimasto isolato. Il problema del Sassuolo non è soltanto difensivo. È una questione di equilibrio complessivo: quando la squadra perde il pallone non riesce a ricompattarsi, quando lo recupera fatica a trovare soluzioni per ripartire. E contro una Roma così, concedere campo equivale a consegnare le chiavi di casa all'ospite.

La Roma ha imparato la lezione?

Ed ora veniamo alla madre di tutte le domande di questa parte di stagione. Quella che, proprio qualche giorno fa abbiamo raccontato in queste pagine (e che potete leggere qui) La risposta più interessante della serata arriva proprio dalla gestione della partita. Dopo Manchester serviva una squadra capace di non perdere la bussola. Gasperini ha ottenuto una prestazione convincente, nella quale i giallorossi hanno saputo attaccare senza smarrire l'equilibrio. Non ci sono stati blackout, né quelle improvvise amnesie che avevano trasformato alcune partite in pericolose montagne russe.La difesa ha concesso pochissimo, il centrocampo ha governato il ritmo e l'attacco ha trovato soluzioni differenti.La Roma sale così a 27 punti, si porta momentaneamente al secondo posto e allunga a undici partite la propria imbattibilità in campionato. Otto vittorie e tre pareggi: un ruolino che autorizza a guardare avanti con ambizione. 

Dopo la sosta occorre dare continuità

La vittoria sul Sassuolo non cancella Manchester, ma restituisce una certezza: questa Roma ha qualità, idee e potenziale per recitare un ruolo importante. Malen continua a essere un riferimento offensivo prezioso, Soulé accende la fantasia, Mora cresce partita dopo partita e Hermoso dimostra che anche dalla difesa possono arrivare contributi pesanti. C'è poi il ritorno di Koné, altra notizia importante in vista dei prossimi impegni. Naturalmente il Sassuolo non rappresentava l'avversario più probante per misurare le ambizioni europee della Roma. Ma vincere con questa autorità, dopo una delusione pesante, non è un dettaglio. Adesso viene il difficile: confermarsi. Perché una Roma che domina e diverte è una bella notizia. Una Roma che domina, diverte e sa amministrare è qualcosa di molto più interessante. E forse è proprio lì che Gasperini vuole arrivare: trasformare una squadra capace di entusiasmare in una squadra capace di lasciare il segno. La Roma si riprende la scena, ritrova il sorriso e soprattutto la strada. Manchester è già alle spalle, almeno per una sera. Perché questa squadra ha talento da vendere: deve soltanto convincersi che, oltre a saper accendere la luce, può anche evitare di lasciarla accesa agli avversari.

QUI LE NOSTRE PAGELLE DI ROMA-SASSUOLO

QUI LE DICHIARAZIONI DI GASPERINI E AQUILANI NEL DOPO-PARTITA

TABELLINO

ROMA (3-4-2-1):  Vásquez; Balerdi (85' Ghilardi), Ndicka, Hermoso (77' Koulierakis); Molina, Cristante, Koné (65' De Roon), Wesley; Soulé, Rodrigo Mora (66' Pisilli); Malen (77' Castro). Allenatore: Gian Piero Gasperini.

SASSUOLO (3-5-2):  Muric; Walukiewicz, Idzes, Caleta-Car (90' Candé); Cinquegrano (46' Van der Brempt), Thorstvedt (69' Lipani), Matić (46' Bowie), Sulemana, Doig; Esposito (69' Adžić), Laurienté. Allenatore: Alberto Aquilani.

Marcatori: 27' Hermoso (R), 30' Walukiewicz (aut.) 58' Rodrigo Mora (R), assist Malen.

Arbitro: Marco Di Bello
- Assistenti: Giorgio Peretti, Marco Scatragli - Quarto ufficiale: Rosario Abisso - VAR: Ivano Pezzuto - AVAR: Marco Guida

Calci d'angolo: Roma 12 – Sassuolo 1.

Spettatori: 64.674

Statistiche principali: Possesso palla: 65% – 35%. Tiri totali: 25 – 6. Tiri in porta: 10 – 1. Passaggi riusciti: 661 – 343. Falli commessi: 8 – 13.


💬 Commenti