Gasperini: «Firmare per il secondo posto? No!».
I due tecnici nel dopo-partita esaminano la gara oltre il risultato. Il romanista: «Niente processi dopo Manchester». Aquilani: «Il responsabile sono io. La sosta ci aiuterà».
C'è chi esce dall'Olimpico con il sorriso e chi con parecchie cose da sistemare. Il calcio, qualche volta, è anche una questione di prospettive. Gasperini si gode il 3-0, Aquilani cerca di raccogliere i cocci di un Sassuolo che ha perso la quinta partita consecutiva. Nel dopo gara, i due allenatori raccontano due fotografie completamente diverse. E non potrebbe essere diversamente.
Gasperini: «Abbiamo giocato con personalità e qualità»
Il tecnico giallorosso è soddisfatto, soprattutto per il modo in cui la squadra ha interpretato la partita. «Sono molto soddisfatto. C'è modo e modo di vincere, stasera lo abbiamo fatto con personalità e qualità, giocando una buona gara. All'inizio non è stato facile, loro si chiudevano molto, però abbiamo avuto pazienza, abbiamo giocato con qualità». Una parola, pazienza, che merita attenzione. La Roma non si è innervosita davanti al muro nero-verde, ha continuato a cercare soluzioni e ha trovato in Hermoso l'uomo capace di aprire la partita con una conclusione da attaccante vero. Il tecnico spende parole importanti anche per Soulé: «La prestazione di Soulé è stata straordinaria, credo si possa aggiungere davvero poco». E allinea al talento del fantasista una considerazione significativa sulla crescita offensiva della squadra: «quest'anno la Roma ha aumentato sensibilmente la propria capacità di andare in gol, trovando soluzioni e marcatori differenti».
Dopo Manchester niente processi, né riscatti
Inevitabile il riferimento alla sconfitta contro il Manchester United. Gasperini non gradisce troppo che la vittoria sul Sassuolo venga presentata come una risposta obbligatoria dopo Old Trafford. «Questa squadra continua a dare conferme e non ha bisogno di dare risposte». Poi difende la prestazione inglese, ricordando le circostanze nelle quali è maturata la rimonta: «All'Old Trafford abbiamo fatto una grande prestazione, poi purtroppo c'è stato quell'episodio». E non risparmia una stoccata sull'episodio del rigore: «La partita è girata dopo un rigore assurdo, forse è meglio dirlo anche». Il tecnico ricorda inoltre il tour de force affrontato dalla squadra: nove partite in 27 giorni, con impegni ravvicinati e avversari di assoluto livello. Le sconfitte contro Real Madrid e Manchester bruciano, soprattutto per come sono maturate nel finale, ma non cancellano il percorso.
«Se firmerei per il secondo posto? Assolutamente no!»
La domanda sugli obiettivi arriva puntuale. E Gasperini non si nasconde. Firmerebbe per il secondo posto? «Ma guarda, no». Una risposta secca, accompagnata però da una riflessione equilibrata: «Non bisogna avere mai illusioni e mai delusioni. Non bisogna illudersi troppo delle cose, ma neanche deludersi, soprattutto quando si fa un percorso come quello che stiamo facendo noi». L'allenatore riconosce la forza dell'Inter, considerandola la squadra più accreditata, ma lascia aperta la porta alle ambizioni giallorosse: «Per tutto il resto ce la possiamo giocare, noi come tutte le altre». E quando gli si chiede se guarderà Inter-Como, arriva la battuta della serata: «Siamo tutti sul trespolo come i gufi». Una risposta che strappa un sorriso e fotografa il momento: la Roma è lassù e non ha intenzione di nascondersi.
Aquilani: «Non c'è stata partita»
Di tutt'altro tenore le parole di Alberto Aquilani. L'allenatore nero-verde non cerca alibi e riconosce apertamente la superiorità romanista. «Per me oggi non c'è stata partita, forse giusto la prima mezz'ora. Non è che vieni qui con l'obiettivo di vincere. Ma così è troppo poco». Poi l'analisi diventa ancora più severa: «Oggi la testa è pesante, vedo sbagliare cose di una semplicità enorme. La testa non ci fa fare nulla». Il problema, secondo Aquilani, non riguarda soltanto la disposizione tattica o gli errori tecnici. È soprattutto mentale. «La Roma è forte, ma ogni tanto la palla la hai anche te e serve coraggio, sennò diventa una gara a senso unico come è stata stasera»: parole che fotografano un Sassuolo incapace di reagire dopo il primo gol e progressivamente scomparso dalla partita. Il tecnico ammette anche una condizione atletica non soddisfacente: «Vedo una squadra in affanno dopo due o tre scatti». E individua nella sosta un'occasione per rimettere insieme i pezzi: «Forse è un bene arrivare a questa sosta. Dopo la precedente è cambiato il mondo al Sassuolo».
«Il responsabile sono io»
Nel dopo-partita l'allenatore è stato molto diretto: «Il responsabile sono io che faccio le scelte. In questo momento sto vedendo molto poco». E sulla propria posizione aggiunge: «Mi metto in discussione, ma c'è da parlare di parecchie cose, perché devono cambiare parecchie cose». Non manca una riflessione sulla fragilità psicologica del gruppo e sulla necessità di ritrovare coraggio e leggerezza. Una presa di responsabilità che gli fa onore, anche se adesso serviranno fatti, non soltanto parole.