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La Virtus Roma GVM 1960 non conosce la parola sconfitta. Cinque partite, cinque vittorie e una corsa che continua a entusiasmare il pubblico capitolino. Al PalaTiziano arriva un altro successo, questa volta contro la Cestistica San Severo, superata 92-77 al termine di una gara meno semplice di quanto possa raccontare il punteggio finale.

Una partita sporca, a tratti nervosa, nella quale la formazione di coach Davide Villa ha dovuto trovare pazienza, intensità e soluzioni offensive per avere ragione di un avversario capace di mettere in difficoltà i padroni di casa soprattutto nella prima metà dell’incontro.

Poi è venuta fuori la qualità della Virtus. Quella di una squadra costruita per essere protagonista, che dispone di tante alternative e che, soprattutto, sembra aver già sviluppato una precisa identità collettiva. Una vittoria di carattere e maturità, impreziosita dai 17 punti di Chiera, MVP dell’incontro, e dai 17 di Rodriguez. In doppia cifra anche Pullazi con 13 punti e Piunti con 12.

Primo quarto complicato: San Severo sorprende la Virtus

Coach Villa deve ancora rinunciare ad Amato, tornato comunque ad allenarsi con il gruppo, mentre ritrova uno Jelinek a mezzo servizio dopo il problema alla mano. Gli accertamenti hanno escluso fratture e lesioni legamentose, ma il giocatore resta condizionato dal dolore.

Il quintetto iniziale è composto da Visintin, Chiera, Rodriguez, Pullazi e Bortolin.

L’approccio dei romani è positivo. Pullazi inaugura il tabellino con due punti da sotto, mentre Rodriguez attacca ripetutamente il ferro, creando difficoltà alla difesa pugliese. Sul 13-8 coach Bernardi è costretto a fermare il gioco.

La Virtus, però, perde improvvisamente fluidità. Alcuni palloni gestiti male e una serie di errori offensivi permettono agli ospiti di rientrare. San Severo ne approfitta, trova fiducia dall’arco e opera il sorpasso sul 14-17. Alla prima sirena il punteggio è 16-18.

La reazione dei capitolini: difesa, esperienza e sorpasso

La seconda frazione si apre con le triple di Panni e Toscano, che restituiscono energia all’attacco romano. San Severo, tuttavia, dimostra di non essere arrivata nella Capitale per recitare il ruolo di comparsa.

La squadra di Bernardi trova punti in transizione, sfruttando la velocità del proprio contropiede, e torna davanti sul 27-28 a metà quarto.

È qui che la Virtus comincia a mostrare la propria maturità. Pullazi e Rodriguez si prendono responsabilità, conquistano canestri con fallo e riportano Roma al comando. Cresce anche l’intensità difensiva, con Visintin ancora una volta prezioso nel lavoro lontano dai riflettori.

Proprio una sua palla recuperata, trasformata in due punti da Pullazi, accompagna le squadre negli spogliatoi sul 38-32 per i padroni di casa.

Terzo quarto devastante: la Virtus prende il largo

La vera svolta arriva dopo l’intervallo.

San Severo prova inizialmente a ricucire lo strappo con un parziale di 5-0, ma la reazione romana è immediata e soprattutto travolgente.

Jelinek, nonostante il problema fisico, trova una tripla pesante. Piunti e Pullazi lo seguono, portando per la prima volta il vantaggio in doppia cifra sul 53-43.

La Virtus alza il ritmo, trova continuità nel tiro dalla distanza e comincia a imporre la propria superiorità tecnica.

Chiera colpisce dall’arco, mentre Rodriguez firma una delle giocate più spettacolari della serata: una tripla in equilibrio precario, su una gamba, allo scadere dei 24 secondi.

L’attacco capitolino diventa incontenibile. I 32 punti realizzati nel terzo periodo raccontano meglio di qualsiasi altra statistica la qualità offensiva espressa dai ragazzi di Villa.

A chiudere il quarto ci pensa Pullazi, con una tripla dall’angolo sulla sirena che fa esplodere il PalaTiziano e fissa il punteggio sul 70-55.

L’ultimo quarto è una prova di forza: Roma cala la manita

Negli ultimi dieci minuti la Virtus non si limita ad amministrare.

Panni, Rodriguez, Leggio e Piunti colpiscono tutti dalla lunga distanza, allargando il margine fino al 82-63 a poco più di sei minuti dalla conclusione.

San Severo prova a rimanere aggrappata alla partita, ma ogni tentativo di rimonta viene respinto dalla profondità del roster romano.

È Chiera a mettere definitivamente il punto esclamativo sulla vittoria, con una tripla pesantissima nel finale che spegne le ultime speranze degli ospiti.

La sirena sancisce il 92-77 e consegna alla Virtus la quinta vittoria consecutiva.

Una manita che certifica non soltanto la qualità individuale dei giocatori, ma anche la crescita di un gruppo capace di trovare protagonisti diversi all’interno della stessa partita.

Pullazi: «Quando parte l’inno della Virtus sono un tifoso che gioca»

Tra i protagonisti della serata c’è Rei Pullazi, autore di 13 punti ma soprattutto interprete di una prestazione fatta di energia, personalità e appartenenza.

Nel dopogara, il giocatore ha sottolineato il valore del gruppo e il legame speciale che sente con la maglia giallorossa:

«Siamo tutti giocatori forti e d’esperienza, abbiamo messo il cuore in questa partita e dobbiamo continuare su questa striscia. Quando parte l’inno della Virtus sono un tifoso che gioca, ho fatto questa scelta con il cuore e voglio coinvolgere tutti per far capire cosa significa indossare questa maglia».

Parole che raccontano uno spirito di appartenenza che va oltre il parquet e che si sta trasformando in un elemento distintivo della nuova Virtus.

Coach Villa: «Partita sporca, ma tutti si sono fatti trovare pronti»

Soddisfatto al termine dell’incontro anche Davide Villa, che ha analizzato la gara senza nascondere le difficoltà incontrate dalla sua squadra.

«Il risultato fa piacere, soprattutto nella dimensione che ha assunto nel finale. È stata una partita sporca ed eravamo consapevoli che non sarebbe stata semplice. Abbiamo subito molti canestri facili, ma siamo andati tutti a referto e ognuno si è fatto trovare pronto».

Il tecnico ha poi voluto riservare una menzione particolare a Jelinek, protagonista di un gesto di grande disponibilità nei confronti della squadra:

«Tengo a sottolineare Jelinek, che fino a stamattina non doveva giocare. Dopo l’esito degli esami, valutando insieme allo staff medico, ha deciso di scendere in campo, rendendosi disponibile nonostante il dolore alla mano».

Cinque su cinque: la Virtus manda un messaggio al campionato

Cinque vittorie consecutive non arrivano per caso.

La Virtus Roma sta dimostrando di possedere un organico profondo, esperienza nei momenti decisivi e soprattutto una capacità di reagire alle difficoltà che può fare la differenza nell’arco di una stagione lunga e impegnativa.

Anche contro San Severo non è stata una passeggiata. Ci sono stati errori, qualche passaggio a vuoto e una difesa non sempre impeccabile. Ma proprio la capacità di trasformare una partita complicata in una vittoria da quindici punti rappresenta forse il segnale più incoraggiante.

La squadra di Villa sa soffrire quando serve, sa accendersi nei momenti giusti e, quando trova ritmo, dispone di un potenziale offensivo difficile da contenere.

La manita è servita. Roma continua a vincere, il PalaTiziano continua a sognare e la Virtus manda un messaggio forte al campionato: per fermare questa squadra servirà qualcosa di speciale.


 

Tabellini

Virtus GVM Roma 1960 (92): Piunti 12, Chiera 17, Toscano 5, Sciamanna, Panni 6, Jelinek 8, Visintin 4, Rodriguez 17, Talone, Leggio 7, Bortolin 3, Pullazi 13. Allenatore: Davide Villa.

Cestistica San Severo (77): Lucas 14, Morelli, Pezzani 6, Romondia 16, Sarmiento 9, Gattel 7, Todisco 4, Ndour 6, Bandini 6, Di Rico 0, Bugatti 9. Allenatore: Bernardi.

Parziali: 16-18, 22-14, 32-23, 22-22.

 

 

 


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