Dallo zero di Beukema al nove di Balerdi. Ecco tutti i numeri di un pazzo Napoli-Roma
Gasperini un mago, anche stavolta la partita la cambia dalla panchina. Allegri, qualche parola di troppo che serve poco (per niente) ad un ambiente già troppo nervoso
Ecco i nostri voti a Napoli-Roma, partita che sarebbe dovuta durare tre ore per le emozioni e lo spettacolo offerto. Dentro ci sta davvero tutto.
NAPOLI
MERET 6,5 – Quando Donyell Malen gli compare davanti nel primo tempo, gli chiude la porta e gli presenta anche il conto. Sui tre gol della Roma può soprattutto osservare il progressivo disfacimento dell’ordine costituito.
DI LORENZO 6 – Tiene la posizione e accompagna il Napoli nella fase della partita in cui tutto sembra ancora normale. Esce prima che la normalità venga ufficialmente abolita.
RAFA MARIN 5,5 – La seconda parte della gara gli arriva addosso come una lavatrice in centrifuga. Quando la Roma alza il volume, la difesa comincia a perdere certezze e metri.
BADIASHILE 6 – Cinquantuno minuti prima di lasciare spazio a Beukema. Esce con il Napoli avanti e una partita che sembra ancora avere una forma. Beato lui.
OLIVERA 6,5 – Spinge, attacca e costringe Gollini a una delle parate importanti della serata. Finché le distanze esistono, dalla sua parte il Napoli trova ossigeno.
MCTOMINAY 8 – Due gol. Prima il 2-0, poi il 3-2 all’82’. Ogni volta che la Roma prova a risorgere, lui compare con la pala. Per ottantotto minuti sembra l’uomo incaricato di organizzare il funerale. Poi arriva Balerdi e comunica che il morto non si presenta.
DE BRUYNE 6,5 – Prova a dare geometria a una partita che progressivamente comincia a detestare qualsiasi forma geometrica. Qualità e letture finché il centrocampo rimane ancora un posto realmente esistente.
ANGUISSA 7,5 – Al 27’ decide che giocare in posizione verticale è diventato troppo banale. Si mette al contrario e segna in rovesciata. Per qualche secondo il Maradona smette di respirare. Poi esplode. Uno dei gol che non hanno bisogno di spiegazioni.
POLITANO 6,5 – Crea, accelera e partecipa alla costruzione del vantaggio. Avrebbe anche il pallone per mettere la parola fine alla storia. Trova Gollini. Piccolo particolare che, visto il 3-3 finale, diventa gigantesco.
HØJLUND 6 – Fa a sportellate e cerca di tenere occupata la difesa romanista. Non trova il gol nella serata in cui intorno a lui ne arrivano sei. È come andare a una festa e scoprire che tutti hanno ballato tranne te.
LANG 6 – Parte largo, dà movimento e accompagna un Napoli che nel primo tempo sembra poter controllare la serata. Poi la partita cambia genere cinematografico e lui rimane progressivamente fuori dalla sceneggiatura.
BEUKEMA 0 – Entra al 6’ della ripresa. Nel finale, sul 3-3, aggiunge alla partita quello che ancora mancava: il teatro. Sei gol, due rimonte e un Maradona impazzito sembravano sufficienti. Evidentemente no. Sceneggiata compresa nel prezzo del biglietto. Fino a quel momento il voto era 5,5. Poi lo zero è un atto dovuto e di rispetto verso chi ama il calcio, paga per vederlo o si appassiona ai grandi sogni. Il Signor Beukema con tutto questo, evidentemente, c'azzecca poco
GIOVANE 6 – Entra per Politano quando la partita sta per perdere definitivamente le proprie coordinate. Prova a stare dentro un incontro nel quale, ormai, stare dentro è già un mestiere.
SPINAZZOLA 6,5 – Eccolo finalmente nel posto corretto: dalla panchina. Entra al 34’ della ripresa e poco dopo il suo tiro, respinto da Gollini, lascia vivo il pallone che McTominay trasforma nel 3-2. Entra tardi, lascia presto la firma.
LOBOTKA 6 – Dentro insieme a Spinazzola, con il compito implicito di restituire ordine a una partita che l’ordine lo ha già caricato su un taxi e mandato via.
VERGARA 6 – Una manciata abbondante di minuti nel momento di massimo caos. Entra sul 2-2, vede il 3-2 e poi il 3-3. Praticamente un’intera stagione condensata in un quarto d’ora.
ALLEGRI 5 – Il suo Napoli va avanti 2-0, viene raggiunto, trova ancora il 3-2 e non riesce a conservarlo. Costruisce tre volte il vantaggio senza riuscire a trasformarlo in una sentenza. Nel recupero protesta fino all’espulsione. La partita era già sufficientemente nervosa, decide di accompagnarla personalmente fino all’uscita. Le parole nel dopo gara sono giustificate solo dal clima e dalla tensione per i due punti persi.
ROMA
GOLLINI 7 – Tre gol presi e uno dei migliori in campo. Sembra un controsenso soltanto per chi non ha visto la partita. Salva su Olivera, chiude su Politano e soprattutto impedisce al Napoli di mettere il lucchetto quando la Roma sembra sul punto di crollare. Fa il portiere, il pompiere e per qualche minuto anche il reparto rianimazione. Sul primo gol vede il pallone all'ultimo istante. Sul terzo probabilmente poteva fare qualcosa in più. Insomma. Un po' Svilar un po' no.
MANCINI 6 – Deve attraversare quasi tutta la tempesta. Tre gol subiti non permettono celebrazioni, ma resta dentro una partita che progressivamente smette di concedere punti di riferimento.
N’DICKA 6 – Novanta minuti trascorsi mentre davanti gli cambiano continuamente panorama. Prima il Napoli controlla, poi la Roma rimonta, poi McTominay (che ogni tanto si perde) ricomincia e infine Balerdi cancella tutto. Sopravvive alla centrifuga.
HERMOSO 6 – Prova anche a proporsi davanti. Dietro soffre insieme al resto della linea quando il Napoli accelera. Sul 2-0 Gasperini decide che è arrivato il momento di cambiare spartito e lui è uno dei primi a uscire.
RENSCH 6,5 – Il salvataggio quasi sulla linea del primo tempo acquista valore minuto dopo minuto. Prende anche il giallo e al 58’ lascia il posto a Molina. Una partita senza effetti speciali, ma con almeno una giocata che evita un effetto molto speciale sul tabellone.
DE ROON 6,5 – Corre dentro il traffico e non ne esce mai veramente. Ammonito, sporco, combattivo. Nel caos che conduce al 2-2 c’è anche il suo pallone messo dentro. Eleganza poca. Utilità molta.
CRISTANTE 6,5 – Quel palo alla fine del primo tempo continua probabilmente a vibrare ancora adesso. È il rumore dei centimetri che separano una partita da un’altra partita. Ammonito, battaglia e non abbandona mai il centro del ring.
PISILLI 6 – Cinquantotto minuti di corsa e applicazione senza riuscire a incidere quanto vorrebbe. È uno dei tre sacrificati quando Gasperini decide di rovesciare contemporaneamente uomini e partita.
WESLEY 7 – Corre fino alla fine e proprio quando la partita sembra avere emesso l’ultima sentenza trova ancora la forza di andare sulla fascia e servire il pallone del 3-3. A Napoli aggiunge un’altra ricevuta.
SOULÉ 7,5 – Al 70’ riapre una partita che sembrava chiusa con doppia mandata. Riceve, prende la mira e fa 2-1. Il gol non dimezza soltanto lo svantaggio: cambia improvvisamente la pressione atmosferica dentro il Maradona. Insomma, Soulé torna ad essere Soulé, quello che fa impazzire i tifosi. E si candida ad essere non solo l'erede di Dybala.
MALEN 6,5 – Nel primo tempo ha davanti Meret e gli tira praticamente addosso. Dovesse tirarlo dieci volte, farebbe gol altrettante volte. Oggi no. L'errore è pesante. Ma non sparisce. Continua a muoversi, dialoga con Soulé e partecipa all’azione del 2-1. Stavolta non segna, ma finalmente evita che l’errore diventi la sua intera partita.
Panchina
MOLINA 6,5 – Entra al 58’ nel triplo cambio che modifica completamente la temperatura della Roma. Porta energia sulla fascia e accompagna il momento in cui la squadra ricomincia improvvisamente a credere di poter fare male.
CASTRO 6,5 – Dentro al 58’. Non cerca un angolo tranquillo della partita, probabilmente perché non ne esistono più. Entra nella carambola del 2-2 con un pallone che gli sbatte fra mento e labbra (ma vale tutto) e soprattutto aggiunge peso, corsa e presenza alla resurrezione.
BALERDI 9 – Due gol entrando dalla panchina. Da difensore. Al Maradona. Potremmo anche fermarci qui. Prima firma il 2-2, poi all’88’ sale ancora e fa 3-3. Gasperini lo manda dentro per sistemare la difesa e lui, evidentemente per eccesso di zelo, decide di sistemare direttamente il risultato. L'argentino diventa D'Artagnan e spariglia il tavolo in una notte di follia. Più che una sostituzione è un intervento soprannaturale.
GHILARDI 6 – Entra all’84’ per Mancini, esattamente quando il regolamento dovrebbe prevedere la possibilità di chiedere un supplemento di indennità di rischio. Cinque minuti più recupero nel centro dell’uragano. Resta in piedi.
RODRIGO MORA 6 – Dentro all’84’ per Malen. Pochissimo tempo e una sola consegna possibile: andare. La Roma trova il 3-3 pochi minuti dopo e lui partecipa all’ultimo assalto.
GASPERINI 8 – Sul 2-0 non fa un cambio. Ne fa tre contemporaneamente. Fuori Rensch, Hermoso e Pisilli; dentro Molina, Balerdi e Castro. Più che aggiustare la macchina, apre il cofano e cambia direttamente il motore. La Roma passa dal 2-0 al 2-2, subisce il 3-2 all’82’ e trova ancora la forza per riprenderla all'88'. Gasperini è un allenatore che non sembra mai completamente soddisfatto del punto raggiunto e continua a chiedersi se un giocatore possa fare ancora di più. Stavolta la domanda la pone all’intera squadra. La risposta è tre volte la stessa: sì.