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L'Olimpico riabbraccia la Champions League
L'Olimpico riabbraccia la Champions League

Fa♯ – La – La – Re – Re – Fa♯ – Fa♯ – La… L'hai riconosciuta? È il primo giro di quella musica che non ha bisogno di presentazioni, che fa venire la pelle d'oca ancora prima che il pallone cominci a rotolare. La colonna sonora delle grandi notti europee, il rumore della porta che si riapre sul calcio che conta.

Domani sera, dopo 2.801 giorni, la Champions League torna all'Olimpico. E lo fa con una partita che porta con sé storia, ambizioni e un pizzico di nostalgia: Roma-Real Madrid, con José Mourinho sulla panchina degli avversari.

SETTE ANNI, OTTO MESI E DUE GIORNI

Per ritrovare l'ultima notte di Champions nello stadio romanista bisogna tornare al 12 febbraio 2019. La Roma di Eusebio Di Francesco affrontava il Porto nell'andata degli ottavi di finale.

Finì 2-1, con una doppietta di Nicolò Zaniolo al 70' e al 76'. Tre minuti dopo, Adrián López accorciò le distanze, lasciando aperto il discorso qualificazione. Al ritorno, in Portogallo, sarebbe arrivata l'eliminazione dopo i tempi supplementari.

Da quella sera sono trascorsi sette anni, otto mesi e due giorni. In mezzo, una finale di Conference League vinta a Tirana, una finale di Europa League persa a Budapest, cambi di allenatore, delusioni e ripartenze.

La Roma non ha mai smesso di cercare il proprio posto in Europa. Ma la Champions è un'altra cosa: è il palcoscenico sul quale le ambizioni si misurano con le grandi e i sogni devono imparare a fare i conti con la realtà. Domani, finalmente, si ricomincia.

GASPERINI: «ABBIAMO VOGLIA DI MISURARCI CON LORO»

Gian Piero Gasperini arriva alla vigilia con la consapevolezza della difficoltà dell'impegno, ma anche con la voglia di capire quanto valga la sua squadra. «Per noi è un buon momento», ha detto oggi in conferenza stampa. E ancora: «Indubbiamente abbiamo voglia di misurarci con una squadra che è tra le migliori d'Europa». Il tecnico non considera il Real Madrid un metro di paragone assoluto, vista la dimensione mondiale del club, ma una prova importante per valutare la competitività della Roma.

L'obiettivo è affrontare la partita senza snaturare le caratteristiche della squadra, consapevoli che contro avversari di questo livello basta un attimo di distrazione per pagare un prezzo altissimo. Niente proclami, dunque. La Champions offre prestigio, ma anche risorse fondamentali per crescere. Gasperini lo ha ricordato con chiarezza: «È più importante la Champions, perché dà al club risorse importanti per poter pensare di fare sempre di più e migliorarsi». 

È questa la sfida nella sfida: non soltanto affrontare il Real, ma dimostrare che la Roma può tornare a frequentare stabilmente certi ambienti.

MOURINHO, IL PASSATO CHE INCONTRA IL PRESENTE

Poi c'è José Mourinho (ne abbiamo parlato abbondantemente a parte). Il suo ritorno all'Olimpico è già una storia nella storia, e non occorre aggiungere molto a quanto abbiamo raccontato del legame con la tifoseria romanista. Gasperini, alla vigilia, ha riconosciuto il significato di quel rapporto: «Nei confronti di Mourinho c'è stato sicuramente un amore importante da parte dei tifosi e quindi merita tutto il riconoscimento che gli tributerà la gente». Parole eleganti, che lasciano spazio ai sentimenti senza dimenticare la competizione. Perché il passato merita rispetto, ma domani la Roma avrà una partita da giocare e un avversario da affrontare.

QUELLA MUSICA, FINALMENTE

Domani sera l'Olimpico ritroverà una delle colonne sonore più amate del calcio. Non sarà soltanto il ritorno di una competizione attesa per anni, ma anche un'occasione per misurare le ambizioni della Roma di Gasperini. Intanto, preparate tutta la pelle d'oca che avete addosso.


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