Roma, al Maradona c'è una porta da aprire
Gasperini torna a Napoli con una squadra che ha imparato ad aggredire gli spazi. Malen è di nuovo disponibile, Dybala resta fuori. E stavolta il viaggio al Sud può raccontare qualcosa in più delle ambizioni giallorosse.
Nove gol in nove partite di club: Donyell Malen non ha bisogno di presentazioni, ma di palloni giocabili. La squalifica è alle spalle, la Roma lo ritrova nel momento in cui il calendario propone una di quelle trasferte che possono dare una dimensione diversa a una stagione. Domani sera, al Maradona, non si tratta soltanto di misurare la distanza dal Napoli. Si tratta di capire quanto la squadra di Gasperini sia pronta a trasformare le buone intenzioni in una candidatura credibile.
La classifica, intanto, offre un motivo per crederci: dopo sette giornate i giallorossi sono a quota 17 punti, vicini alla vetta e con una difesa che ha fatto della solidità il proprio biglietto da visita. Il 4-0 allo Slovan Bratislava ha aggiunto fiducia, ma è in campionato che la Roma deve adesso dimostrare di saper fare un passo ulteriore. Perché giocare bene è una cosa; riuscire a imporre il proprio calcio anche quando l'avversario ti costringe a cambiare programma è un'altra. E all'appello, quest'anno, non possono mancare i big-match. Sarebbe stato interessante registrare gli umori di Gasperini a poche ore dalla partita di domani, ma il tecnico dribbla la conferenza stampa visto che ha già parlato in occasione della partita di Champions League qualche giorno fa. Così niente info, se non il bollettino sanitario ufficiale.
La Roma ha un'occasione, non una garanzia
Allegri ha riconosciuto il valore dei giallorossi e il lavoro di Gasperini. Ha parlato di una squadra piena di qualità ed entusiasmo, ma soprattutto ha ammesso che il Napoli deve crescere in fase difensiva. È un'indicazione interessante per la Roma: non un invito a buttarsi in avanti senza criterio, bensì la possibilità di colpire proprio dove gli azzurri non hanno ancora trovato la necessaria continuità. Il calcio di Gasperini, quando funziona, non aspetta che l'avversario commetta un errore: lo accompagna verso l'errore. Pressione alta, duelli individuali, recupero immediato e attacco verticale. Il rischio è noto: se il primo uomo viene saltato, dietro si apre spazio. Il vantaggio è altrettanto evidente: se il pallone viene recuperato nel posto giusto, la porta avversaria è improvvisamente molto più vicina. Malen può diventare l'uomo decisivo proprio in questo meccanismo. Non soltanto per il gol, ma per la capacità di costringere i centrali a correre verso la propria porta. E quando una difesa corre all'indietro, chi arriva dalla trequarti può trovare linee di passaggio che un attimo prima non esistevano.
Senza Dybala, con un'idea precisa
L'assenza di Paulo Dybala toglie alla Roma una qualità difficile da sostituire: quella di trasformare un pallone sporco in un'occasione pulita. Ma non obbliga Gasperini a cambiare identità. Soulé può cercare l'uno contro uno, Rodrigo Mora può muoversi tra le linee, Pisilli può dare dinamismo. La questione è trovare il tempo giusto per accompagnare Malen senza togliere equilibrio alla squadra. Resta da valutare anche il peso delle assenze a centrocampo. Koné non sarà disponibile, mentre Cristante è tornato ad allenarsi e può rappresentare un'opzione. Svilar è ancora fuori: tra i pali dovrebbe esserci Gollini. La Roma perde qualcosa nelle rotazioni, ma conserva una struttura riconoscibile. E in una trasferta così, riconoscersi nei propri movimenti conta più di qualsiasi discorso motivazionale.
Il pallone, però, va recuperato nel posto giusto
La tentazione, contro un Napoli che deve ritrovare solidità, è pensare che basti alzare il ritmo. Sarebbe un errore. La Roma dovrà scegliere quando pressare e quando schermare, quando accorciare e quando lasciare che il Napoli faccia circolare il pallone lontano dalla zona pericolosa. Il pressing non è una corsa collettiva: è una trappola che funziona soltanto se tutti chiudono la stessa uscita. Qui può decidersi la partita. Se i giallorossi riusciranno a orientare la costruzione azzurra verso l'esterno, impedendo a De Bruyne di ricevere fronte alla porta, potranno recuperare palloni già pronti per essere trasformati in attacchi. Se invece il Napoli riuscirà a superare la prima pressione, la Roma dovrà avere la pazienza di ricomporsi senza inseguire uomini fuori posizione. È una differenza sottile, ma è quella che separa una squadra aggressiva da una squadra che sa dominare il proprio rischio. Al Maradona non serve una Roma che giochi per dimostrare di essere coraggiosa. Serve una Roma che sappia quando esserlo. Perché le grandi trasferte non si vincono occupando ogni centimetro del campo: si vincono riconoscendo, prima degli altri, quale centimetro può decidere la partita.
Le probabili formazioni
NAPOLI (4-3-3): Milinković-Savić; Di Lorenzo, Beukema, Marin, Olivera; Anguissa, Lobotka, McTominay; Politano, Højlund, Lang. All. Allegri.
ROMA (3-4-2-1): Gollini; Mancini, Ndicka, Hermoso; Lulli, De Roon, Pisilli, Wesley; Soulé, Rodrigo Mora; Malen. All. Gasperini.
Gli indisponibili giallorossi sono Svilar, Dybala, Pellegrini e Koné. Nel Napoli restano fuori Buongiorno, Favasuli, Neres e Alisson Santos; Rrahmani è da valutare dopo la febbre. McTominay e Anguissa non sono ancora al meglio della condizione.