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Per capire cosa combina la Roma nel primo tempo a Udine bisogna fermare il cronometro per otto minuti. Dal 29’ al 37’. Otto minuti nei quali la partita smette quasi di essere una partita e diventa una sequenza: traversa di Malen, gol di Mora, gol di Malen, gol di Ndicka. In mezzo c’è anche Soulé, che serve due assist e poco prima aveva centrato un palo. Otto minuti, insomma, nei quali l’Udinese vede arrivare la Roma da tutte le parti e non riesce più a capire da quale difendersi. 

Ma la Roma aveva cominciato a scavare molto prima, con le prove generali fra Wesley e Mora a sinistra e Soulé capace di essere semplicemente Soulé, capaci di far vedere in anticipo ciò che verrà.  Ma prima c'è la meteora bianconera: dopo tre minuti Miller calcia dalla distanza e impegna Gollini. La Roma assorbe il tentativo, prende progressivamente campo e quando arriva dalle parti di Okoye dà l’impressione di poter fare male quasi ogni volta. Anche perché le geometrie - al netto di un'Udinese molle, flaccida, a tratti imbarazzante - sembrano disegnate col compasso: triangoli che si aprono, coppie che si formano e si sciolgono, palloni che invece di girare intorno all’avversario cercano continuamente di attraversarlo. Le verticalizzazioni dei giallorossi rappresentano la parte più pulita della serata, quella in cui il calcio diventa semplice proprio perché viene giocato velocemente. E pazienza se qualche volta il pallone evapora senza senso. Quando giochi continuamente in avanti, qualche pallone lo perdi. Il problema, per l’Udinese, è tutto quello che la Roma trova quando invece passa.

Cristante apre la strada, Soulé e Malen accendono la partita

La prima crepa la produce Wesley. Il suo cross dalla sinistra trova al 10’ Cristante, bravo ad anticipare tutti e battere Okoye di testa: 0-1. Bryan stavolta si supera: è l'unico giocatore in area bianconera. L'unico. Una specie di intruso lasciato senza controllo nel posto in cui, teoricamente, dovrebbero controllarli tutti. E lui ringrazia. Da Cristante a Cristante in due anni e mezzo: quando la Roma aveva vinto un frammento di partita giocata a parte per il dramma di Ndicka. L’Udinese, in realtà, aveva provato a mettere subito qualcosa sul tavolo. Il vantaggio non produce immediatamente il raddoppio e al 25’ Vojvoda prova a ricordare alla Roma che dall’altra parte c’è ancora una squadra viva, calciando dalla distanza e trovando Gollini. È però uno di quei segnali che durano il tempo di guardarli, perché poi cominciano due minuti strani. Al 27’ Soulé si presenta davanti al portiere e colpisce il palo a colpo sicuro. Al 29’ tocca a Malen: prima trova l’intervento del portiere, poi sulla ribattuta centra la traversa. Ma chiamarla traversa è quasi fare un torto alla precisione del tiro: Malen centra proprio l’incrocio, quel punto nel quale palo e traversa si danno appuntamento e stavolta decidono di reggere. Due legni in due minuti. Uno potrebbe pensare che non sia serata. Succede esattamente il contrario. 

Perché la Roma non interpreta quei due legni come una porta chiusa. Li prende come indicazioni stradali: continuare da quella parte. Al 31’ Cristante, dopo aver segnato, diventa uomo assist: pallone per Mora, destro del portoghese e 0-2. Passano appena due minuti e Soulé serve Malen. Stavolta non ci sono né portiere né traversa a negargli il gol: 0-3. È soprattutto la successione degli episodi a raccontare cosa sta succedendo. Palo al 27’, traversa al 29’, gol al 31’, altro gol al 33’. Ogni due minuti succede qualcosa. Più che un assedio, diventa un conto alla rovescia. Solo che l’Udinese non sa a quale numero dovrebbe fermarsi.

Mora, Malen e Soulé: tre modi diversi di attaccare

Gasperini si presenta a Udine senza Dybala e Pellegrini e davanti sceglie Mora, Soulé e Malen. L’esperimento funziona perché i tre non fanno la stessa cosa e, soprattutto, non la fanno nello stesso posto. Soulé viene incontro, lega il gioco e cerca l’ultima giocata. Mora occupa gli spazi che si aprono, ha il passo e l’istinto del talento puro, mentre tende a smarrirsi un po’ quando gli viene chiesto di indossare la tuta dell’operaio. Malen pensa soprattutto alla porta. Quando uno si muove, un altro occupa il terreno lasciato libero.

La difesa dell’Udinese vorrebbe una fotografia per capire chi prendere. La Roma continua invece a consegnarle un film. Metti in pausa su Malen ed è già partito Soulé. Segui Soulé e Mora compare da un’altra parte. È anche un principio molto gasperiniano: raggiunto un livello, l’allenatore tende immediatamente a chiedere al giocatore se possa fare qualcosa in più. 

Al 33’ Soulé costruisce e Malen finalizza. Quattro minuti dopo l’argentino cambia spartito: calcio d’angolo, Ndicka sale e di testa firma lo 0-4. Quattro gol in trentasette minuti. Il poker mette la partita in una dimensione quasi irreale, eppure due minuti dopo arriva già un piccolo avvertimento: Palma colpisce di testa e Gollini risponde con una bella parata. Sul momento sembra una nota a margine. Fuori contesto nella notte delle streghe. Quasi una scena finita per errore dentro un primo tempo che raccontava tutt’altro. Nella ripresa diventerà qualcosa di più.

Dal poker alla sveglia di Zaniolo

La Roma va all’intervallo sullo 0-4. Quattro marcature, due legni, un attacco che produce continuamente pericoli e un’Udinese travolta soprattutto nella parte finale della frazione. Una partita praticamente perfetta. Praticamente. Perché dopo l’intervallo comincia un’altra storia. Passano cinque minuti e Zaniolo approfitta di una respinta di Gollini per segnare contro la sua ex squadra. È l’1-4. Tre gol di vantaggio continuano naturalmente a essere un margine enorme, ma cambia l’aria. La Roma si rilassa, gioca compassata e non ha più la stessa ferocia mostrata prima dell’intervallo.Quel pallone che prima viaggiava quasi sempre in verticale ora comincia più spesso a guardarsi attorno. L’Udinese capisce che almeno la figuraccia può essere ridimensionata e comincia a crederci.

È qui che Halloween può finalmente entrare nella partita senza bisogno di zucche, scope e castelli infestati. Il fantasma non è Zaniolo. È molto più semplice: pensare che una partita sia finita prima che qualcuno abbia fischiato tre volte. Sul tabellone ci sono ancora tre gol di distanza. Sul campo, però, non c’è più la stessa distanza vista nel primo tempo.

La partita cambia insieme agli uomini

L’Udinese prova ad alimentare il momento inserendo Unai Gomez e Chakvetadze per Davis ed Ekkelenkamp. Gasperini risponde al 14’ togliendo Malen e Mora e mandando dentro Castro e Pisilli. Escono due protagonisti della valanga del primo tempo: il portoghese aveva firmato lo 0-2, l’olandese aveva prima sbattuto contro la traversa e poi segnato lo 0-3.

Più avanti lascia il campo anche Zaniolo per Piotrowski. Al 34’ Gasperini modifica ancora la squadra: fuori Soulé e Wesley, dentro Mancini e Rensch. Soulé lascia una partita nella quale, oltre al palo, ha costruito i gol di Malen e Ndicka. Escono progressivamente alcuni degli uomini che avevano prodotto la grandinata del primo tempo e inevitabilmente cambia anche il rumore della partita.

La Roma cambia pelle. Nel primo tempo aveva dovuto costruire il vantaggio, nella ripresa deve amministrarlo. Sembrano due versioni dello stesso lavoro, ma non lo sono. Per aprire una cassaforte devi trovare la combinazione. Dopo aver preso quello che c’è dentro, però, devi anche ricordarti di richiuderla. La Roma la lascia per qualche minuto con lo sportello socchiuso.

Palma riaccende la notte

Al 33’ della ripresa Palma torna sulla scena. È lo stesso giocatore che nel primo tempo aveva impegnato Gollini di testa. Stavolta trova al volo una conclusione che sorprende il portiere romanista e vale il 2-4, complice una difesa che per un attimo sembra aver già infilato il costume per la notte romana di Halloween.

Ed ecco il piccolo paradosso della partita. Alla Roma erano bastati otto minuti per passare dallo 0-1 allo 0-4. Adesso l’Udinese è riuscita a ridurre della metà uno svantaggio che all’intervallo sembrava quasi impossibile persino avvicinare. Non significa che la gara sia completamente riaperta. Significa però che è tornata a respirare. E quando una partita che credevi morta ricomincia a respirare, il rumore si sente parecchio.

Gasperini inserisce anche Koulierakis per Hermoso, mentre l’Udinese manda dentro Arizala e Jovanovic per Karlstrom e Kamara. Alla Roma serve soprattutto ritrovare ordine e togliere ossigeno a una partita che aveva cominciato a muoversi quando sembrava ormai immobile.

Ghilardi mette il punto esclamativo

Poi arriva il recupero. E arriva il giocatore che probabilmente nessuno avrebbe scelto per scrivere l’ultima riga di una partita nella quale avevano già segnato Cristante, Mora, Malen e Ndicka. Castro serve Ghilardi. Il difensore arriva dalla destra e lascia partire una conclusione potente che finisce sotto la traversa: 2-5.

Ed è quasi divertente che una partita governata per lunghi tratti dagli attaccanti venga chiusa da un difensore. Ma questa Roma, evidentemente, non ha molto rispetto per la divisione dei mestieri.

È il punto esclamativo, ma soprattutto il gol che cambia il sapore della ripresa. Sul 2-4 l’Udinese poteva ancora raccontarsi di aver costretto la Roma ad arretrare e di aver rimesso qualche inquietudine dentro una partita apparentemente morta. Ghilardi rimette invece le distanze al loro posto. Come se prendesse quella cassaforte rimasta aperta, recuperasse la chiave e finalmente la girasse. Fine della discussione.

C’è anche qualcosa di molto gasperiniano nel modo in cui arriva questo quinto gol. Castro era entrato dalla panchina. Ghilardi è un difensore. Assist del primo, gol del secondo. Assist di Castro, gol di Ghilardi. Nel calcio di Gasperini le etichette servono spesso solo fino al calcio d’inizio. Dopo cinque minuti di recupero finisce lì. Udinese 2, Roma 5.

Due partite dentro la stessa notte

La Roma torna da Udine con cinque gol e con una partita che in realtà ne contiene quasi due. La prima è quella del primo tempo: feroce, verticale, capace di segnare quattro volte e colpire due legni. Cristante apre e poi serve l’assist a Mora, Soulé centra il palo e costruisce due reti, Malen trova la traversa prima di trovare il gol, Ndicka completa il poker. La seconda comincia dopo l’intervallo ed è meno bella ma probabilmente altrettanto utile da studiare. Zaniolo segna l’1-4, Palma il 2-4 e per qualche minuto la Roma scopre che dominare una partita e controllarla non sono affatto sinonimi. Per dominare devi accelerare. Per controllare devi riuscire a rallentare senza spegnerti. La Roma ha saputo fare molto bene la prima cosa. Sulla seconda, Gasperini avrà probabilmente qualcosa da dire.

Ed è forse questa la parte che rimane dopo i sette gol. Il primo tempo dice quanto può essere forte questa Roma quando riesce a portare la partita esattamente dove vuole. Il secondo ricorda quanto poco basti per allontanarla da lì. In mezzo restano cinque marcatori diversi: Cristante, Mora, Malen, Ndicka e Ghilardi. Cinque uomini per cinque gol, quasi a raccontare una squadra nella quale il pericolo può arrivare da qualsiasi settore.

Il resto lo sistema Ghilardi al 92’. Quando l’Udinese prova per un momento a trasformare una goleada in una storia diversa, arriva un difensore, prende la penna e riscrive il finale. Halloween, a quel punto, può terminare. I fantasmi erano comparsi per qualche minuto sul 2-4. La Roma li ha lasciati avvicinare, li ha guardati e poi Ghilardi ha acceso la luce. E alla fine il vero scherzetto lo trova l’Udinese: pensava di aver riaperto almeno uno spiraglio, si ritrova con cinque gol nella borsa. La Roma li ha lasciati avvicinare, li ha guardati e poi è arrivato Ghilardi ad accendere la luce. Stavolta, dolcetto. E niente scherzetto.

 

TABELLINO

UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Abankwah, Kabasele, Palma; Vojvoda, Karlström (82' Jovanovic), Miller, Kamara (82' Arizala); Zaniolo (67' Piotrowski), Ekkelenkamp (56' Chakvetadze); Davis (56' Unai Gómez). All.: Runjaic.

ROMA (3-4-2-1): Gollini; Ghilardi, Ndicka, Hermoso (84' Koulierakis); Molina, de Roon, Cristante, Wesley (79' Rensch); Soulé (79' Mancini), Rodrigo Mora (59' Pisilli); Malen (59' Santiago Castro). All.: Gasperini.

Marcatori: 10' Cristante (R), 31' Rodrigo Mora (R), 33' Malen (R), 38' Ndicka (R), 50' Zaniolo (U), 78' Palma (U), 90'+2 Ghilardi (R).

Ammoniti: 23' Miller (U), 60' Cristante (R).

Calci d'angolo: Udinese 3, Roma 2.

Arbitro: Fabio Maresca (Napoli).
Assistenti: Lo Cicero e Rossi.
IV ufficiale: Daniele Chiffi.
VAR: Daniele Paterna.
AVAR: Gianluca Aureliano.

 


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