Per anni sono stati il vero tallone d’Achille della Roma. Le partite contro le grandi hanno spesso rappresentato il confine tra una buona stagione e il definitivo salto di qualità. Con Gian Piero Gasperini, però, qualcosa sembra essere cambiato.

I numeri degli ultimi scontri diretti raccontano una Roma decisamente diversa: 10 punti conquistati nelle ultime quattro grandi sfide, con tre vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta. 

Un cambio di passo notevole soprattutto se confrontato con il passato. Nei cinque anni precedenti alla gestione Gasperini, considerando gli incontri contro squadre che avevano partecipato almeno una volta alle competizioni europee, la Roma aveva raccolto 93 punti in 90 partite, poco più di un punto a gara. 

La svolta viene fatta risalire alla pesante sconfitta contro l’Inter della scorsa stagione. Da quel momento i giallorossi hanno progressivamente aumentato intensità, personalità e capacità di affrontare le partite di maggiore pressione.

L’ultimo risultato contro l’Inter ha rafforzato ulteriormente questa tendenza. La Roma non sembra più affrontare le grandi con la necessità di adattarsi, ma cercando invece di imporre il proprio calcio.

Ed è probabilmente questa la differenza più importante della gestione Gasperini.

Adesso arriva però un esame differente. Dopo la sosta ci sarà il Como, seguito poche settimane più tardi dalla trasferta di Napoli. 

Perché vincere gli scontri diretti è fondamentale, ma le squadre che vogliono restare stabilmente nelle prime posizioni devono soprattutto evitare di disperdere punti nelle altre partite.

Il salto di qualità della Roma passa da qui: trasformare le grandi serate in normalità.


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