Gasperini: «Roma superiore al Real, ma sette minuti di passività hanno rovinato tutto»
Il tecnico giallorosso dopo la sconfitta in Champions League: «Tre gol troppo facili\. È mancata personalità nel momento decisivo, ma non possiamo cancellare una prestazione di alto livello».
ROMA – Dalla grande euforia alla delusione più cocente nel giro di appena sette minuti. È un Gian Piero Gasperini amareggiato, ma tutt’altro che rassegnato, quello che si presenta in conferenza stampa al termine della sfida di Champions League tra Roma e Real Madrid. Il tecnico giallorosso analizza il clamoroso crollo finale, senza però rinnegare una prestazione che, a suo giudizio, ha visto la Roma giocare per lunghi tratti meglio degli spagnoli.
SETTE MINUTI DI BLACKOUT – Il primo tema è inevitabilmente quello dei tre gol subiti nel finale, una sequenza che ha completamente ribaltato l’inerzia della serata.
«Abbiamo preso tre gol troppo facili. Eravamo quasi passivi ed è questo che dà veramente fastidio», ammette Gasperini, sottolineando come il problema non possa essere ricondotto soltanto agli errori individuali.
«È stata una partita di tutt’altro gioco, di tutt’altra presenza e anche personalità. Però valgono anche i gol e il risultato è questo. Non posso cancellare tutta la partita per gli ultimi sette minuti, ma è chiaro che le partite bisogna portarle in fondo».
IL BRACCETTO E LA PERSONALITÀ – Inevitabile il riferimento a quanto già accaduto contro l’Inter e alla possibilità che la Roma possa soffrire psicologicamente i momenti decisivi contro le grandi squadre.
«Sì, probabilmente sì. Siamo sicuramente vulnerabili in queste situazioni, lo avevamo già visto anche l’anno scorso. È mancata un po’ di personalità e la capacità di capire che quello era il momento cruciale della gara».
Per Gasperini la squadra avrebbe avuto comunque gli strumenti per opporsi meglio: «Avevamo la struttura e la possibilità di difenderci in maniera diversa, ma siamo stati troppo passivi».
IL REAL MADRID E L’ARMA DEI CALCI D’ANGOLO – Una parte importante dell’analisi riguarda le situazioni da palla inattiva, diventate decisive nella rimonta degli spagnoli.
«Non so se con un’altra squadra sarebbe successa la stessa cosa, ma il Real in quel momento aveva soltanto quell’arma. Non aveva altre soluzioni. Sono stati bravi, ma non si possono prendere gol in questo modo».
Il tecnico ricorda come, per buona parte dell’incontro, la Roma avesse saputo neutralizzare proprio queste situazioni: «Nel primo tempo ci siamo difesi bene sui calci piazzati, senza correre particolari pericoli. Poi, oltre ai tre gol, c’è stata un’altra occasione con un pallone uscito di due centimetri».
NON È UN PROBLEMA DI CONDIZIONE FISICA – Gasperini respinge l’ipotesi che il suo calcio, aggressivo e dispendioso, possa aver provocato un calo atletico nel finale.
«Non credo sia una questione fisica, perché anche sul 3-1 abbiamo avuto una situazione molto pericolosa con Pellegrini e un’altra occasione con Mora. Potevamo finalizzare meglio e avevamo sicuramente molti spazi in campo aperto».
La spiegazione, secondo l’allenatore, va ricercata soprattutto nelle caratteristiche degli avversari e nella loro scelta di puntare tutto sulla fisicità.
«Alcune squadre, quando non hanno più niente da perdere, cominciano a buttare uomini in avanti e palloni in mezzo. Su questo siamo vulnerabili. Era successo anche con la Juventus l’anno scorso. Loro hanno inserito giocatori di grande struttura fisica, anche in ruoli diversi, ed erano ormai alla disperazione».
«PER IL RESTO SIAMO STATI SUPERIORI» – Nonostante l’epilogo, Gasperini rivendica con convinzione il valore della prestazione giallorossa.
«Per il resto siamo stati sicuramente all’altezza e direi molto superiori a loro».
Una valutazione netta, che testimonia la convinzione del tecnico nella crescita della squadra, capace di confrontarsi sul piano del gioco con una delle formazioni più importanti d’Europa.
RIPARTIRE SUBITO – L’ultimo messaggio è rivolto al gruppo, chiamato a reagire immediatamente a una sconfitta particolarmente dolorosa.
«È sicuramente una situazione incredibile. Siamo passati da una serata di grande euforia a una delusione che dobbiamo digerire in fretta, perché questa squadra ha fatto vedere delle cose che deve continuare a portarsi dietro in campionato e anche in Champions».
La Roma lascia il campo con un risultato pesante da accettare, ma anche con la consapevolezza di aver dimostrato di poter competere ad altissimo livello. Il problema resta la gestione dei momenti decisivi, soprattutto quando gli avversari alzano la pressione e trasformano la partita in una battaglia fisica.
Per Gasperini la strada è quella giusta, ma il salto di qualità passa da una lezione tanto semplice quanto dolorosa: contro le grandi non basta giocare meglio, bisogna anche saper vincere.