Lulli si prende la notte dell'Olimpico. Castro veste i panni del mago. Soulé accende la luce
I nostri voti per Roma-Genoa. Ci sono giocate che ti fanno la differenza. E per questo al centravanti che ha sostituito Malen non possiamo non dare un otto.
ROMA
Gollini 6 — Una serata di attenzione e ordinaria amministrazione. Il Genoa si affaccia dalle sue parti, ma non gli impone un esame da notte degli Oscar. Lui risponde presente e si gode il finale senza patemi.
Balerdi 6,5 — Il difensore che non ti aspetti quando la partita cerca un protagonista offensivo. Sale in cielo su un calcio d'angolo e trova la traversa a negargli la soddisfazione del gol. Dietro, intanto, mette ordine e sostanza. Ma non è una novità.
Ndicka 6,5 — Ritrova quella solidità che fa dormire sonni tranquilli a chi gli sta intorno. Legge le situazioni, governa gli spazi e concede poco agli attaccanti rossoblù. Una presenza che non ha bisogno di alzare la voce. Ogni tanto, va in amnesia, ma a uno così qualche sbavatura gliela si può concedere.
Koulierakis 6 — Una prova senza fuochi d'artificio, ma anche senza particolari sbavature. Tiene la posizione e accompagna la squadra nella prima parte della gara. Dal 63' Hermoso 6: entra per dare esperienza e ordine, contribuendo alla gestione del vantaggio.
Lulli 7,5 — Ci sono gol che valgono tre punti e gol che, per chi li segna, valgono una piccola eternità. Il suo primo centro in Serie A appartiene alla seconda categoria. Prima si fa trovare nel posto giusto, poi deposita in rete il pallone che chiude la partita. L'Olimpico applaude, il ragazzo si prende la scena e la serata diventa un ricordo da custodire. Dal 78' Wesley s.v.
de Roon 6,5 — Il lavoro sporco, quello che raramente finisce nei titoli ma spesso decide il destino di una squadra. Fa da equilibratore, cuce le distanze e aiuta la Roma a non perdere la bussola quando la partita è ancora tutta da interpretare.
Pisilli 6,5 — Energia e disponibilità, con la voglia di esserci sempre. Non ogni pallone diventa una giocata memorabile, ma il suo contributo è prezioso nella costruzione di una Roma che cresce con il passare dei minuti. Dall'88' Di Nunzio s.v.
Rensch 6 — Svolge il compito con applicazione, senza cercare avventure fuori copione. Non è la serata delle grandi invenzioni, ma quella in cui conta soprattutto non concedere spazio agli avversari. Dall'88' Ghilardi s.v.
Soulé 7 — Quando la Roma ha bisogno di qualcuno che accenda la luce, lui cerca l'interruttore. Il pallone per Castro è un invito alla fantasia, l'iniziativa che porta al raddoppio è una dimostrazione di talento. Qualche imprecisione non cancella il peso specifico delle sue giocate.
Mora 6 — Chiamato a raccogliere una responsabilità importante, si muove tra le linee e prova a dare imprevedibilità alla manovra. Qualche lampo, molto lavoro e la sensazione che il talento abbia bisogno di tempo per trasformarsi in continuità. Dal 63' Pellegrini 6: entra con il compito di dare ordine e qualità alla manovra. Partecipa alla fase in cui la Roma consolida il vantaggio e offre un contributo utile alla gestione finale.
Castro 8 — La partita sembra avviata verso un'altra mezz'ora di pazienza, poi l'argentino decide che è arrivato il momento di cambiare copione. Il pallonetto con cui supera Bijlow è una giocata di qualità e coraggio, il genere di soluzione che separa una conclusione normale da un gesto da rivedere. Apre la strada e consegna alla Roma il vantaggio che cercava. A una giocata come quella non puoi non dare un 8.
Allenatore Gasperini 7 — Dopo le fatiche europee e le assenze pesanti, la sua Roma impiega un tempo per trovare ritmo e convinzione. Nella ripresa, però, cambia marcia: Castro inventa, Soulé illumina, Lulli completa l'opera. Non è una partita perfetta, ma è una risposta concreta. E in un campionato che non aspetta nessuno, anche saper vincere senza brillare per novanta minuti è un mestiere.
GENOA
Bijlow 6 — Sui gol può fare poco: il pallonetto di Castro è una soluzione raffinata, il tocco di Lulli arriva da posizione favorevole. Per il resto prova a mantenere la squadra in partita, senza poter cambiare il finale.
Marcandalli 5,5 — Regge finché la Roma non aumenta la pressione, poi comincia a perdere qualche duello e qualche riferimento. Una gara in cui la fatica si vede soprattutto quando gli avversari accelerano.
Østigård 6 — Combatte e prova a tenere insieme il reparto, ma la ripresa gli presenta un conto più salato. La sua prestazione resta dignitosa, anche se la difesa finisce per concedere troppo.
Vásquez 5,5 — Deve fronteggiare una Roma che trova progressivamente più spazio e più fiducia. Ci mette il mestiere, ma non sempre riesce ad anticipare le intenzioni degli avversari.
Ellertsson 5,5 — La generosità non manca, la precisione è un'altra faccenda. Quando la Roma prende campo, la sua corsia diventa un territorio complicato da presidiare e le contromisure non sempre funzionano.
Wiafe 6 — Il giovane rossoblù non si nasconde e prova a giocare con personalità. Nella prima parte della gara offre segnali interessanti, poi risente del calo collettivo. Una prestazione con qualche promessa, ancora da trasformare in continuità.
Frendrup 5,5 — Abituato a fare da argine, questa volta fatica a contenere le iniziative romaniste. Corre e rincorre, ma la partita gli sfugge progressivamente dalle mani.
Puczka 6 — Cerca di accompagnare la manovra e mette a disposizione il suo mancino. Resta però coinvolto in una fase difensiva che, nella ripresa, perde compattezza proprio quando servirebbe maggiore attenzione.
Messias 6,5 — È uno dei pochi a tentare di cambiare ritmo senza aspettare che la partita gli venga incontro. Qualche iniziativa personale, qualche idea interessante, ma nessuna giocata capace di lasciare davvero il segno sul risultato. Dall'83' Robinho Junior s.v.
El Shaarawy 6,5 — Il ritorno all'Olimpico ha il sapore delle storie che il calcio non smette di raccontare. L'ex giallorosso parte con vivacità, costringe Gollini a intervenire e poi centra la traversa con una conclusione che avrebbe meritato miglior fortuna. Il gol non arriva, ma la sua firma sulla partita resta. Dal 65' Vitinha 6: prova a dare nuove energie all'attacco, senza riuscire a incidere in maniera decisiva.
Osmajic 5,5 — Si muove e prova a cercare il varco, ma resta troppo spesso lontano dai palloni che contano. La retroguardia romanista gli concede poco e lui non trova la chiave per riaprire la partita.
Amorim s.v. — Entra nel finale, quando gli spazi e il tempo per incidere sono ormai ridotti.
Robinho Junior s.v. — L'esordio è una tappa da ricordare, ma i minuti a disposizione non consentono una valutazione vera.
Allenatore De Rossi 6 — Il suo Genoa affronta la Roma con personalità per buona parte del primo tempo e trova anche il modo di spaventarla. Dopo il gol di Castro, però, la squadra perde progressivamente compattezza e il raddoppio chiude la contesa. Resta una prima parte incoraggiante, ma per fare punti all'Olimpico serve qualcosa in più quando la partita cambia faccia.